Bacio Bacio bacio

Nella dote con cui andò sposa mia madre c'era anche un fazzoletto di pizzo chiaro. Serviva per la messa. Le donne anziane, nel 1967, nella chiesa madre, nel nostro quartiere periferico, ne indossavano, per partecipare al rito, uno di colore scuro. Alle giovani spettava invece il copricapo chiaro, accessorio che, prima di essere dimenticato definitivamente a casa, pian piano, per una sorta di timido ma necessario allineamento con il mondo di fuori, esse cominciarono ad usare solo al momento della comunione.
Quando io ero bambina, i baci, quelli che oggi specifichiamo eterosessuali  -lo ha sintetizzato splendidamente Tornatore in “nuovo cinema paradiso” https://www.youtube.com/watch?v=2AOWWTilu6Q - seppure riuscivano ad intrufolarsi nei programmi TV, non superavano mai la vigilanza degli anziani  di casa che correvano a cambiare canale sottraendo “quelle zozzerie” agli sguardi innocenti dei bambini o meglio sottraendo gli sguardi innocenti dei bambini a quelle porcherie.
Da me, dove pure certi bigottismi e certi moralismi comuni passavano per volontà dei nonni, mia madre inaugurò una politica di apertura quasi “svedese”.
Non solo eravamo liberi di goderci tutti i baci della televisione senza considerarli cose sporche, ma anche i nudi non creavano scandalo o disagi. Ricordo di una corsa in costume adamitico di Alan Delon su una spiaggia a cui mamma mi lasciò assistere nonostante avessi meno di 10 anni e che mantenne la nonna e l’anziana zia in un scandalizzato disappunto che mi parve eterno, prima che si sciogliesse in una risata isterica, come di certi quando sono in stato di shock.   Se mio padre non osò mai mostrarsi senza le mutante –sarebbe stato veramente troppo contro e troppo oltre- il corpo di mamma, per  noi figli, non fu un mistero.
Mia madre ha sempre sostenuto che io dovessi sapere come ero fatta e mio fratello considerare un nudo cosa naturale. E infatti non fu mai scoperto infilato sotto la cattedra –come invece capitò ad altri suoi coetanei- a sbirciare le gambe della maestra.
Ricordo che rimanevo sconcertata e contrariata quando a casa di certe zie si cambiava canale nel sospetto che due si accingessero ad un bacio.
Pare che il pudore o falso senso della decenza, nemico mortale della morale, puntuale rinasca come fenice dalle  proprie ceneri e ogni generazione trovi nuovi oggetti di scandalo su cui chiudere gli occhi.
Ai nostri giorni la battaglia è contro il “bacio omosessuale” su cui cade  la ripugnanza che un tempo, uguale uguale uguale,  stigmatizzava come cosa inopportuna alla vista, indecente,  il bacio tra uomo e donna.
  L’uomo è come un gambero: fa tre passi in avanti e due indietro per rimanere sempre nello stesso punto sulla linea del progresso.
Per i “millennials” –mi abbandono a questa speranza-  la novità sarà considerare normale anche questo bacio "Gay" al quale molti occhi ancora si sottraggono.
Chi ben  comincia è a metà dell’opera.
Vi metto qua l’immagine. Esercitiamoci sul futuro.

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