Archivio dei bambini perduti. Valeria Luiselli

Ultimo libro del 2019?
Chi vivrà vedrà.
Ho cominciato "Archivio dei bambini perduti" perché era sulla bocca di tutti i miei dotti contatti e svettava tra i titoli della classifica di qualità de "l'indiscreto".
Nei giorni di festa ( il correttore testardamente suggeriva "gironi", svelando forse il segreto vero del Natale consumistico, fatto di scambievoli riti infernali) leggere è faticoso. È un salto agli ostacoli. Se, del racconto consegnato alle pagine, si fa fatica a trovare il ritmo, rischi di finire imbrigliata  nel mezzo delle parole fraintendendone il valore, dubitando addirittura che al clamore che ti ci ha condotto corrisponda del vero. Poi, scavalchi il dosso delle perplessità e il deserto in cui ti trascini, inseguendo i protagonisti, fiorisce. Sbocciano i fiori portentosi di un racconto duro ma necessario, di una prosa che ti regala il cuore di un bambino e  poi ti trasmette la sua forza per andare avanti, per proseguire in quella odissea nello spazio del deserto resa meravigliosamente come una space oddity.

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