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Persone normali. Sally Rooney

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L'ho finito in un giorno e mezzo. Parte in sordina. All'inizio ti chiedi che cosa ci faccia tu nell'ennesimo libro all'acqua e sapone. Ti sembra una scrittura piatta, superficiale. Poi pian piano, dialogo dopo dialogo viene fuori il carattere. Viene fuori la storia, vengono fuori i personaggi e viene fuori la vita. Normale. Normale però non è niente, soprattutto la bravura di Sally Rooney.  Non avevo creduto all'euforia di chi me lo aveva consigliato. Diffido spesso degli squilli si trombe. So che molti giudicheranno allo stesso modo il mio giubilo. Come sempre vale un unico consiglio: provare per credere:  Persone normali di Sally Rooney edizioni Einaudi. Traduzione Maurizia Balmelli

Febbre di Jonathan Bazzi

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Il 2019 segna un importante novità nella politica di assegnazione del titolo di  “Libro dell’anno” di Fahrenheit (Radio3 Rai).
Nell'ottica di "colmare un deficit di attenzione verso un territorio attraversato da molte difficoltà, ma anche in continuo fermento", si è scelto di dedicare  il premio all'editoria indipendente.
Ad inaugurare il nuovo corso, aggiudicandosi il riconoscimento dopo un testa a testa con colleghi di altrettanto elevato spessore -tra gli altri Zandomeneghi con "Il giorno della Nutria" di cui avevo qui scritto e Alessio Forgione "Napoli mon amour ", commentato invece qui- Jonathan Bazzi con il suo Febbre, edito da Fandango.
Romanzo limpido, dove con una voce intima ma stentorea il protagonista si racconta senza sovrastrutture, appunto limpidamente.
Non mi addentrerò ne' nella trama, ne' scandaglierò altri elementi della scrittura. Dirò solo uno dei motivi per i quali, secondo me, dovreste leggere il libro.
Ricordate il…

La maschera della verità di Pınar Selek

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Tra il 1914 e il 1918 un numero non definito di Armeni, storicamente stanziati in Anatolia, furono vittime, per mano del governo ottomano, di feroci massacri, che costrinsero i decimati superstiti ad una dolorosa diaspora intorno al mondo. Ancora oggi, a cento anni da quel 24 Aprile del 1915 inizio della strage, sul primo caso di genocidio della storia moderna pesa il grave negazionismo del governo di Ankara.
Mark Twain disse: “Una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe”.
Come spesso accade, anche nel caso dell’olocausto armeno, è stata la letteratura a dotare la verità del paio di scarpe necessario a incamminarsi verso la luce. Lo ha fatto attraverso una serie di romanzi coraggiosi, che hanno dato voce ai racconti di drammatiche vicissitudini personali e familiari, già a pieno titolo pagine di storia.
La Maschera della verità, di Pınar Selek, traduzione di Manuela Maddamma , uscita lo scorso aprile per le edizioni Fandango, è l’ul…

Toni Morrison. Prolusione al Premio Nobel, 7 dicembre 1993

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Prolusione al Premio Nobel, 7 dicembre 1993
«C’era una volta una vecchia. Cieca, ma saggia». O era un vecchio? Forse un guru. O un griot che ha il compito di calmare i bambini irrequieti. Ho sentito questa storia, o proprio una come questa, nella tradizione di diverse culture. «C’era una volta una vecchia. Cieca. Saggia». Nella versione che io conosco la donna è la figlia di schiavi, neri, americani, e vive sola in una piccola casa fuori città. La sua reputazione per saggezza è senza pari e fuori questione. Fra la sua gente è la legge e la sua trasgressione. L’onore e il timore reverenziale in cui è tenuta vanno oltre il vicinato, fino a luoghi molto distanti; fino alla città dove l’intelligenza dei profeti rurali è la fonte di un grande divertimento. Un giorno la donna riceve la visita di alcuni giovani intenzionati a dimostrare falsa la sua chiaroveggenza e mostrare la frode quale essi credono che ella sia. Il loro piano è semplice; essi entrano nella casa e le fanno una domanda la c…

Stirpe. Marcello Fois

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Stirpe di Marcello Fois è una bottiglia di ottimo filu de ferru. La storia che ci sta dentro, infatti, è un'acqua che arde, e che, sorso dopo sorso infiamma inesorabilmente chi ne beve.
Inizialmente un po' di difficoltà si avverte a buttarla giù, poi il palato si abitua e la sua poderosa gradazione alcolica diventa virtù, nerbo che si apprezza in funzione della scossa, all'emozione che ci trasmette. Ad entrare nelle pagine non è facilissimo. Robusto, il costrutto narrativo oppone una certa resistenza a chi ha la bocca fatta alla cedevolezza di certe scritture contemporanee votate alla scorrevolezza. Fois ci mette davanti ad una torre di pietre, ad un nuraghe. Eppure nemmeno  lo spazio di una ventina di pagine e l'interno della costruzione si illumina per l'incedere vagamente poetico assunto dalla prosa, il racconto prende il sopravvento e la fatica va via.
Una splendida sorpresa questo "Stirpe" di Marcello Fois, capace di affezionare  il lettore a una f…

La più amata. Teresa Ciabatti

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Vostro onore sono colpevole: a questo libro non ho reso sufficienti onori.
Intendo farne pubblica ammenda spiegando in breve il perché bisogna leggerlo. 
L'edizione dello Strega 2017 è ormai bella che archiviata e l'oblio sta facendo il suo sporco lavoro buttando, libri e autori, nel dimenticatoio.
Eppure con ostinazione, e ne faccio una questione personale, mi preme tenere alta l'attenzione sul romanzo della Ciabatti che meritava di vincere.
Ero prevenuta contro l'autrice. Questione di preconcetti, faccenda di antipatie. In uno dei suoi pur rari passaggi televisivi, Lei, la donna, la scrittrice, il personaggio televisivo, mi era risultata antipatica: naturale che escludessi la possibilità di leggerla.
Invece poi mi ci sono imbattuta a "Pordenone legge" ed è scoccata la scintilla. A volte le antipatie si sviluppano in virtù di certe similitudini caratteriali: spesso con chi ci assomiglia -smentendo il detto- non ci si piglia. Evidentemente avevo colto nella Ciabat…

Fratelli d'anima. David Diop

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Magnetica la copertina.
Magnetiche la figura del soldato in primo piano e il colore dello sfondo.
Magnetici ed evocativi. La giovane recluta nera rimanda giocoforza all'Africa e alla guerra. Il rosso al sangue, che delle guerre è la tinta sovrana.
Alfa Ndiaye è un francese del Senegal coloniale. È uno dei cioccolatini, orgoglio della Francia, a quali spetta un posto in prima fila nelle trincee del fronte europeo -siamo durante il primo conflitto mondiale- per terrorizzare i nemici durante gli attacchi.
Alfa Ndiaye è il protagonista di "Fratelli d'anima", di David Diop, Neri Pozza edizione, traduzione dal francese di Giovanni Bogliolo, romanzo già vincitore del premio Goncourt des Lycéens 2018, aggiudicatosi poi anche il Premio Strega Europeo 2019. Ben vengano i premi letterari. Contribuiscono a puntare i riflettori su pagine che altrimenti rischierebbero di cadere precocemente nel dimenticatoio con grave perdita per il lettore.
I pubblici riconoscimenti sono da acco…