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Visualizzazione dei post da Aprile, 2018

" La ferrovia sotterranea" di Colson Whithead

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Dopo una lunga attesa ho soddisfatto la curiosità sul romanzo di Colson Whitehead, vincitore lo scorso anno del Pulitzer per la narrativa.
Della letteratura afro-americana e america -africana ne ho scritto diffusamente altrove.
In questo post lascio spazio a pochi, semplici appunti su quello che mi sarei aspettata e su quello che ho trovato nelle pagine del libro e non esattamente in quest’ordine.
Ci ho trovato, benché altrove abbia letto di un cambiamento di registro dell’autore rispetto al suo stile consueto, il Whitehead di "Zona uno". Nelle descrizioni della caccia ai fuggiaschi, dell’esplorazione dei confini territoriali, degli effetti del mondo esterno, meglio ancora, del suo assetto sociale sulla psicologia umana, lo stile, il ritmo narrativo, anche il lessico restano "alla Whitehead" .
Cosa non ho trovato: non ho trovato -per fortuna- "il realismo magico" di "Amatissima" della Morrison, al quale pure qualcuno altrove si era riferito.
Sa…

" Parlarne tra amci" di Sally Rooney

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"Parlarne tra amici" è il romanzo di esordio di Sally Rooney, ventiseienne autrice irlandese. Scritto in soli tre mesi, il libro le è valso la nomina a Best Young Writer del 2017 dal Sunday Times.
Io lo consiglio perchè è una gran bella storia, scritta bene bene bene e perchè di un romanzo di formazione a firma femminile, così incisivo, franco, senza sovrastrutture narrative, ideologiche, stereotipe, se ne sentiva la necessità. Sally Rooney è autentica, colta, interessante, mai banale. Se avete dai 20 ai 30 anni è il vostro libro. Se avete dai 30 in su, è ugualemnte il vostro libro. Perchè entrare nell'universo di una generazione è sempre operazione necessaria. Meglio quando si riesce a farlo con una chiave  stimolante e originale.

"Patria" di F. Aramburu

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"Da molto tempo non leggevo un romanzo così persuasivo, commovente, così brillantemente concepito". Mario Vargas Llosa.
L'opinione di un Nobel non è cosa di poco conto. Non ha bisogno di zeppe a supporto. Aggiungo che, sebbene lunghetto, il romanzo di Aramburu, si legge in fretta, non solo perché scorrevolissimo, soprattutto perché prende. Vite intrecciate e al contempo slegate dal  medesimo evento tragico.  Declinazioni diverse di un unico dolore. In quanto al caso: nominativo per chi  è stato artefice dell'evento drammatico da cui genera la narrazione , genitivo per chi lo ha fatto proprio e lo ha portato come una croce per l'intera vita, accusativo per coloro sui quali è transitato, dativo per colui che ne è stato destinatario, vocativo per quelli che lo hanno sacralizzato, ablativo per coloro che lo hanno strumentalizzato ai fini più personali.
Due famiglie, nove protagonisti, sullo sfondo di una Spagna dilaniata dal terrorismo di matrice indipendentista. Co…

"Un amore dell’altro mondo" di Tommaso Pincio

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Questa è la storia di strane coincidenze.
No. Non mi riferisco alla trama del romanzo, che pure tiene il lettore sul filo del mistero e del dubbio in virtù del peculiare -diciamo così- intreccio tra le vite di Homer Alienson, il protagonista, e quella di Kurt Cobain, il leader dei Nirvana.
Parlo della bizzarra circostanza in virtù della quale, esattamente una settimana fa, incrocio lo sguardo del bimbo biondo della copertina sulla mia bacarella di libri di fiducia. E' da lì che mi strizza l’occhio, costringendomi, letteralmente, a portarlo a casa con me. Lo faccio praticamente a scatola chiusa, senza badare a null'altro che alla sua faccia buffa: ne’ al titolo, ne’ alla sinossi sul retro, ne’ al nome dell’autore. Mi ci attacco, al libro, perdendoci le notti , proprio come succede al protagonista della vicenda, che vive privandosi del sonno per anni. Lo finisco, sempre il libro, il cinque aprile, data in cui si conclude il viaggio terreno di Cobain, di cui, più o meno, narra i…

"Il Sonno nella donna. La donna nel sonno" di Maria Cristina Spaggiari

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Suggerimento di lettura irrituale, questo. Anomalo per almeno due ragioni. Primo: si tratta di un libro che affronta un argomento squisitamente tecnico. Secondo: si affida, per quanto riguarda la distribuzione, unicamente a copie omaggio destinate ai medici, quindi non lo troverete in libreria.
Data la premessa, seguendo il buon senso e, se non bastasse, le dritte sulla legittimità delle competenze dell’ormai famoso dottor Roberto Burioni, dovrei tacerne.
Invece.
Invece ne voglio scrivere perché mi piacerebbe che foste in molti a leggerlo. "Il sonno nella donna/La donna nel sonno", come preannunciato dal titolo, racconta due storie: una riservata "ai disturbi del sonno coniugati al femminile", l'altra dedicata alle molte “donne che con i disturbi del sonno lavorano tutti i giorni” . Il tono discorsivo della scrittura di Maria Cristina Spaggiari mette a segno, senza ombra di dubbio, l’obiettivo che l’autrice dichiara fin dalle prime pagine: “ dare a chi legge, …

"Anni Luce" di Andrea Pomella

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Cosa dire di un romanzo che, mentre sei sul volo di ritorno da Edinburgh, a sorpresa ti riporta a Calton Hill? Che risuona dei più grandi successi dei Pearl Jam? Che racconta il nichilismo della generazione grunge con il ritmo melanconico/disincantato/travolgente da romanzo di formazione/on the road?
Piacevolissima sorpresa il libro di Pomella. Centocinque pagine che si bevono con avidità. Un'ora e mezza circa di lettura che passa purtroppo in fretta. Un sottofondo musicale di alta qualità, un'adolescenza ad alto tasso alcolico, un'ottima capacità di introspezione che si fa anche puntuale analisi sociologica. Gli ingredienti ci sono tutti.
Insieme ai libri di Falco " Ipotesi di una sconfitta" (che guarda al mondo del lavoro ed è per certi elementi complementare a questo di Pomella) e a "La stanza profonda" di Santoni (che tratteggia un altro segmento di vita della medesima generazione) "Anni luce" è uno dei migliori romanzi, tra quelli presen…

"Tante piccole sedie rosse" di Edna O'Brian

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Immaginate che un fuggitivo arrivi nel vostro remoto villaggio, si mimetizzi tra i compaesani e voi ve ne innamoriate ignorando il suo funesto passato.
Troverete questo è tanto altro nelle pagine del romanzo della grandiosa O’Brien: la guerra in Bosnia, l’Irlanda, l’amore, l’odio, la ferocia… e ancora amore.
Se non conoscete la scrittrice irlandese avete un’unica possibilità: fare ammenda. Cominciate dalle sue piccole sedie rosse. Sono certa che ve ne innamorerete e vorrete incontrare anche le “Ragazze di campagna “ del suo romanzo più famoso.
 Posso aggiungere altro per convincervi che vale la pena leggere “ Tante piccole sedie rosse”? Il commento di Philip Roth: ” “La grande Edna O’Brien ha scritto il suo capolavoro”.
E non è poco.