Dal diario di una disturbatrice lettrice

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C’è proprio bisogno di ostendere socialmediamente ( vanterei diritti di primogenitura su un avverbio di cui si sente la assoluta necessità oggi ) ogni segmento della propria vita? Certo che no. Ma se vi siete recati in gita nel paese dei balocchi e, nonostante la ciucciaggine che vi affligge, ancora riuscite a intervallare ragli con parole in modo che il tutto abbia un senso o quasi, allora avete il dovere di renderne pubblica testimonianza. Pordenonelegge. Dalla scorsa edizione all'attuale c'era di diverso che nel frattempo mi è capitato di compiere i 50. Un gradone che si può salire a forza di spinte e traini o con una certa autonoma agilità; tutto dipende da quanta zavorra e quanta parte tossica di noi stessi siano, nel frattempo, evaporate. Non sono ancora al livello “leggerezza” ma il “fanciullesco” a cui sono arrivata è già ottimo e mi consente qualche libertà. Quella di lanciarmi in un party meno abbottonata, meno disciplinata, ad esempio. Vale anche nel caso di una “festa del libro con gli autori”. Così, con un cipiglio tra il pinocchiesco e il lucignolino, ho disturbato tutti gli autori che mi sono capitati a tiro. Lungo l’elenco delle mie vittime dei tre giorni di cuccagna. Nominerò coloro che sono stati particolarmente pazienti: Giulio Mozzi, Gian Mario Villata, Evelina Santangelo e Chiara Valerio, prese al medesimo laccio, Michela Murgia, infine Rosella Postorino, che ho strapazzato in un abbraccio forse troppo caloroso. Un apoteosi del disturbatore che, temo, non si ripeterà mai più, essendo ormai tutti avvisati di tenersi alla larga dalla stramba bassina con l’accento napoletano. E nulla, ci tenevo a condividere la fortuna di aver incontrato tali talenti. Ci tenevo sopratutto a testimoniarne il garbo, la simpatia e la disponibilità. Grazie a questa bella parte d’ Italia di cui andare più fieri!





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