"The hate u give" di Angie Thomas

Brevemente sul perchè dovreste regalare questo libro ai vostri ragazzi e sulle ragioni per cui potrebbe piacere anche a voi.
L'editoria lo classifica come " young adult", questo significa che in libreria lo troverete nella medesima sezione di Harry Potter, della Saga di Twilight, di Divergent, di Tutta colpa delle stelle, di Wonder, della  saga di Percy Jackson, per citare solo alcuni dei romanzi che, se avete figli adolescenti, sicuramente sono già in casa vostra.
L'America si riscopre in questi anni razzista. Letteratura  e narrativa (al principio fu la Morrison con il suo ormai  leggendario " Amatissima") raccolgono le voci di molti autori sul tema  .
Premiate in UK la scelta di Beatty di raccontarlo, nel suo "Lo schiavista",  sfruttando l'ironia,  e in USA quella di Whitehead di rifarsi al realismo magico nella sua pluri-awarded "Ferrovia Sotterranea". Interessante  l'originale prospettiva da semi- outsider di Chimamanda in "Americanah"  e quella  raffinata  di Moehringer in "Oltre il fiume".
Necessitava, a questo punto della variegata narrazione, una autentica voce dal ghetto che tirasse dentro la discussione anche i più giovani, accattivandoli grazie ad un romanzo dalle reminiscenze autobiografiche con tutte le carte in regola per conquistarli.
La storia si rifà a molti casi di cronaca nera giunti dall'America fin alle nostre orecchie: un poliziotto bianco uccide un ragazzo di colore durante un posto di blocco.
Eccipiente: love story  interrazziale che male non ci sta, anzi adempie a due funzioni: soddisfare la vena romantica dei quindicenni e arricchire di un'altra angolazione  le riflessioni sul tema del razzismo.
La lingua e la scrittura sono agili e scorrevoli senza mai essere puerili. Anche la leggerezza è tenuta bene al guinzaglio, impedita dallo scadere in banalità.
E se tutto questo non vi bastasse ancora, una ultima considerazione personalissima. Il vantaggio che viene a  noi di una certa età nel buttare l'occhio a una narrativa che riporta indietro a quando si era lettori non così smaliziati e diffidenti come oggi, ma non per questo  meno esigenti, e si tifava per un libro come fosse il personale testo sacro, divorati dal fuoco della passione: l'opportunità di interrompere la fuga in solitaria per ricongiungersi ai figli.

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