La vecchia più vecchia del mondo

Netty quel primo mattino si affacciò al balcone e la vide, per la prima volta. La vecchia più vecchia del mondo. La più decrepita vecchia che avesse mai visto. La più malconcia vecchia che ancora viveva su questa terra. Netty la vide. E Vide il braccio rinsecchito attaccato al bastone. E vide, attaccato al bastone e poi al braccio, tutto il resto del corpo, rinsecchito anch'esso da chissà quante stagioni terrestri. Vide la gobba, e le sembrò enorme, spropositata. E la vecchia rinsecchita le sembrò un ramo di un ulivo. E a Netty sembrò che un' altra sola stagione terrestre di sole e un' altra sola stagione terrestre di acqua e un'altra sola stagione terrestre di vento, e il ramo sarebbe finito nella terra, ai piedi dell'ulivo. La vecchia più vecchia del mondo vide Netty. I loro occhi finirono gli uni in quelli dell'altra. E si guardarono dai balconi, in silenzio. La vecchia aveva visto ogni bene, con quegli occhi. E ogni male. E sapeva distinguere il bene e il male negli occhi degli uomini. E gli occhi di Netty le sembrarono buoni. Fece quello che faceva ogni volta che incontrava uno degli uomini che erano buoni: sorrise impercettibilmente. Il secondo mattino una voce di bambino si levò e cominciò, frantumando il silenzio. “Aaaaaaaa”, face il bambino. “aaaaaaaaaa”, ancora. “ Aaaaaaaa”, ancora. Poi l' “aaaaaaaaaaaaa” divenne continuo, costante, interminabile. L' “aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa” più lungo che Netty avesse mai sentito. E l'”aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa” più lungo che la vecchia avesse mai sentito. Dal balcone la vecchia più vecchia del mondo chiese: -”Chi è? “ E l'”aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa” più lungo del mondo rispose. E la vecchia più vecchia del mondo guardò negli occhi il bimbo che faceva l'”aaaaaaaaaaa” più lungo del mondo e la mamma del bimbo che faceva l'”aaaaaaaaa” più lungo del mondo e fece quello che faceva ogni volta che incontrava il bene mischiato al dolore. Il bene mischiato al dolore e alla rassegnazione. Il bene mischiato al dolore, alla rassegnazione e all'amore: sorrise. Il terzo mattino la gobba, il corpo, il braccio e il bastone della vecchia più vecchia del mondo ebbero nostalgia del mare. E insieme, a fatica, puntarono la terra passo dopo passo, si ancorarono alla terra passo dopo passo e arrivarono al mare. Netty li vide e attese l'incontro tra il mare e la vecchia più vecchia del mondo. Il mare che è più vecchio di ogni vecchia più vecchia del mondo, che conosce ogni bene e ogni male, e distingue ogni uomo buono da quello cattivo, si comportò come si conviene con gli uomini meritevoli: le andò in contro e si inchinò a baciarle i piedi.
Il quarto mattino Netty vide ancora il mare più vecchio del mondo correre incontro alla vecchia più vecchia del mondo. E Netty comprese la profondità del mare e la profondità dell'uomo, perchè nella profondità non ci può essere cecità e infatti quel giorno non ci fu cecità ma solo profondità. Dopo che la gobba, il corpo, il braccio e il bastone furono a riva si sedettero a riposare. E la gobba e il corpo, il braccio e il bastone sentirono il tocco di due mani e il peso di un bimbo. Le due mani appartenevano infatti ad un bimbo. La vecchia più vecchia del mondo attese che lo sguardo finisse. La vecchia più vecchia del mondo sapeva che le mani del bimbo erano gli occhi del bimbo e che il bimbo stava solo osservando il mondo. La vecchia sapeva che negli occhi bui del bimbo c'era l'universo e il creato tutto e che il bimbo, con le manine di bimbo che erano i suoi altri occhi, esplorava l 'universo e il creato tutto. La vecchia sapeva che il bimbo tastava l'universo e il creato tutto di cose che stavano lì fuori per riconoscere le cose, dare loro il nome che avevano lì fuori e sistemarle nel suo archivio di cose e di nomi. Il bimbo posò quel suo sguardo sul bastone. E la mamma gli urlò di no, di non toccare e la vecchia sorrise alla mamma e le disse che il bimbo poteva guardare, e la vecchia rispose al bimbo che chiedeva cosa fosse:-” un bastone”. E il bimbo toccò ancora e ancora e ripetè :-” bastone”, perchè aveva osservato il bastone. Poi il bimbo posò quel suo sguardo sulla gobba. E di nuovo la mamma urlò di non toccare , e di nuovo la vecchia le disse di lasciarlo fare e rispose al bimbo che chiedeva cosa fosse:-” la mia gobba”. Il bimbo toccò e ripetè:-” la tua gobba”, perchè aveva visto la gobba. E la vecchia più vecchia del mondo sorrise verso il mare, aspettando che con la sua profondità arrivasse per vincere la cecità. E ancora una volta il mare, che è l'universo e creato, si comportò come conviene con gli uomini che esplorano il creato e ne sono meritevoli: corse a baciare i piedi del bimbo. E il bimbo vide il mare e disse alla vecchia:-” questo è il mare, lo vedo”-.

Post popolari in questo blog

Il contagio

Il benedetto workshop

Dal diario di una disturbatrice lettrice