8 Marzo


oggi è l'otto marzo.
Non ci sarebbe da aggiungere nulla.
Sono nata che la giornata della donna timidamente si faceva spazio tra gli altri giorni del calendario.
Sono cresciuta che era assurta già a dignità di vera e propria celebrazione.
Mi sono ritrovata, nella mezza età, a dovermene quasi vergognare, a disdegnarla. Mi riferisco a quando, negli scorsi anni, tale giorno è divenuto pretesto, ( ad opera di persone che si sono riempite la bocca della parola femminismo, di cui ignorano tuttavia il senso e le implicazioni),  per festeggiamenti brutti, beceri, dal sapore di cibo fortemente avariato, maleodoranti di maschilismo spinto, camuffato da pensiero progressista.
Oggi molti scelgono di evitare la retorica.
Certo, che sia bandita la pura retorica. Ma non rimanga, nello spazio sottratto  agli affabulatori, ai venditori di parole, ai narratori di professione che null'altro sono se non imbonitori di folle, il silenzio.
Il tacere è più vuoto della più vuota retorica.
Non sono mai parole sprecate quelle dirette a chi deve ancora essere educato, sensibilizzato su certi temi, su taluni argomenti.
Presupporre che tutto sia noto a tutti, produce danno e ingiustizia sociale. Comporta il rinunciare ad un ruolo  formativo e didattico che dovrebbe essere   funzione sociale di tutti noi.
Essere donna non è condizione di nascita.
Essere donna è una costruzione. E' un'operazione fondante  rigorosa,  che implica energia, fatica, determinazione, coraggio.
Un lavoro coinvolgente  ogni soggetto che entri nell'orbita di un essere umano di genere femminile.
Fare retorica è sostenere che i discorsi sull'uguaglianza di genere siano superflui.
Fare retorica è dire che l'argomento debba essere affrontato ogni giorno, che la donna debba essere celebrata ogni giorno, dimenticando che l'argomento è vilipeso ogni sacrosanto giorno e la donna è offesa ed oltraggiata ogni santo giorno, ad ogni angolo di mondo.
Fare retorica significa sottovalutare il potere di una giornata della memoria.
La giornata dedicata alle donne è una giornata dedicata alla memoria passata, presente e futura di tutte coloro che lottano ogni giorno per costruire la propria dignità di genere , tentando di coinvolgere in questo lavoro quanti ( uomini e donne ) sono ancora restii a recepire il concetto di uguaglianza

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