"ESCILE".


Ci sarà una buona ragione dietro l'iniziativa "Escile?"

Cadete "dalle nubi" ? Non avete ancora appreso della moda, lanciata dalle studentesse milanesi della Bocconi, di invadere i social con le foto del  propri esuberanti decoltè? 

Ormai da giorni, aderendo all'inconsueto appello, le universitarie italiane, da nord a sud, nonostante il freddo polare che fa battere i denti alla penisola, con entusiasmo vanno esibendo le tette.

Per saperne di più sulla faccenda, per tastare il polso - non certo altro- della situazione, mi sono fatta un giro sulla pagina dell' UNINA.

Il tema è  scottante. I commenti si affastellano in bacheca con un alternanza abbastanza equilibrata di  favorevoli e contrari.
Università è sinonimo di serietà, dicono in sintesi primi. Anche la goliardia ci sta, replicano i secondi.  Il corpo è delle donne  e lo gestiscano in piena libertà, rilanciano i fautori.  Si  è lottato tanto per arrivare nelle università ed è uno spreco questa ostentata superficialità, ribadiscono i detrattori.
 Pochi in verità i richiami a censure di tipo moralistico, così come le esortazioni  ad eliminare del tutto i reggiseni  da parte degli spiriti più visionari e arditi, che, si sa,  in   dispute di tale calibro non mancano mai.
Non avremmo mai pensato di dover citare Sabrina Salerno, ma pare il caso di ricordare a tutte che " siamo donne, oltre le gambe c'è di più" e lo stesso dicasi per i  seni, naturalmente. Se pure a giustificare tutto ciò ci dovesse essere un buon motivo ,  abbiamo la certezza che si sarebbe    potuta escogitare una   trovata migliore, quantomeno qualcosa meno rassomigliante ad un fermo immagine tratto da un film di Pierino.
Tra le tante  battute lette  una menzione speciale spetta alla foto con la scritta  "Ma vostro padre lo sa che vi paga l'università e voi uscite le tette? "  sebbene l'oscar  va,  senza alcun dubbio,  alla sagacia di  chi ha lasciato  detto "Uscite il Cervello che le tette già le hanno viste tutti".




Post popolari in questo blog

Il contagio

Il benedetto workshop

Dal diario di una disturbatrice lettrice