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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2016

"L'uomo che non fu giovedì" di Juan Esteban Constaìn

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Spulcio le nuove proposte editoriali e l'occhio mi cade su un libro pubblicato da Fazi : " L'uomo che non fu giovedì ", scritto da Juan Esteban Constaìn, tradotto in italiano da Andrea Rigato. Mi basta leggere l'incipit della presentazione: " Un irresistibile romanzo umoristico", per deciderne l'acquisto. Sono sempre a caccia di storie spassose, che mi regalino un paio d'ore di intelligente spensieratezza e quando uso queste espressioni penso alle risate di " Una Banda di Idioti" di J. K. Toole, o a "Una cosa divertente che non farò mai più" di D.F. Wallace, o ancora a "Il cuore è idiota" di Davy Rothbart, tanto per citarne alcuni. Lo leggo tutto d'un fiato, lo metto da parte in attesa di scriverci sopra uno dei miei appunti, ma la cosa cade nel dimenticatoio fino a quando non scovo, in un' intervista rilasciata  da Nicola Lagioia, il riferimento alla biblioteca di Aby Warburg. Mi si accende, allora, la cl

Una storia sotto l'albero

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Odiava la fretta. Detestava corrompere i riti quotidiani con la velocità imposta dal ritardo. Preferiva muoversi con calma e rigorosamente a piedi. Macinava chilometri e mentre camminava pensava. Di tanto in tanto stralci di conversazioni altrui si intrufolavano nelle sue meditazioni. Chiacchiere telefoniche, alterchi tra coppie, battibecchi tra genitori e figli. Voci di strada che le si infilavano casualmente in testa spingendo le sue riflessioni lontanissime dai punti di partenza. Proprio da quei deragliamenti generavano le storie che poi scriveva. Così erano nati molti dei suoi racconti. Fare le cose di corsa implicava, viceversa, accelerare i passi e i pensieri. Comportava concentrazione per guadagnare minuti . E concentrazione significava isolamento. I richiami dalla strada giungevano alla mente smussati, annebbiati, spenti. Inutilizzabili per creare trame. Niente, così proprio non andava. La storia Natalizia tardava a farsi strada. D'altro