Post

Visualizzazione dei post da Marzo, 2018

L’ibisco viola” e “Americanah” di Chimamanda Ngozi Adichie.

Immagine
Chimamanda Ngozi Adichie (se avete dubbi su come si pronunci correttamente il nome potete scoprirlo  qui è la star del momento. Avrete certamente sentito parlare del suo saggio “ Dovremmo essere tutti femministi” ( pubblicato in Italia da Einaudi), adattamento dell’ormai famosissimo discorso"  We should all be feminist " tenuto nel 2012 durante il ciclo di conferenze TEDx, che ha ispirato il brano ”Flawless” di Beyoncé. Chimamanda Ngozi Adichie nasce il 15 Settembre del 1977 a Enugu, Nigeria, quinta di sei figli di genitori di etnia Igbo: James Nwoye Adichie, primo professore di statistica presso l’università della Nigeria con sede a Nsukka, e Grace Ifeoma , prima donna a lavorare presso la medesima istituzione con il ruolo di cancelliera. Chimamanda, completati gli studi secondari, si iscrive alla facoltà di medicina e farmacia, che frequenta per un anno e mezzo, periodo nel quale contribuisce come editore alla rivista “The Compass”, pubblicazione degli studenti ca

"The hate u give" di Angie Thomas

Immagine
Brevemente sul perchè dovreste regalare questo libro ai vostri ragazzi e sulle ragioni per cui potrebbe piacere anche a voi. L'editoria lo classifica come " young adult ", questo significa che in libreria lo troverete nella medesima sezione di Harry Potter, della Saga di Twilight, di Divergent, di Tutta colpa delle stelle, di Wonder, della  saga di Percy Jackson, per citare solo alcuni dei romanzi che, se avete figli adolescenti, sicuramente sono già in casa vostra. L'America si riscopre in questi anni razzista. Letteratura  e narrativa (al principio fu la Morrison con il suo ormai  leggendario " Amatissima") raccolgono le voci di molti autori sul tema  . Premiate in UK la scelta di Beatty di raccontarlo, nel suo "Lo schiavista",  sfruttando l'ironia,  e in USA quella di Whitehead di rifarsi al realismo magico nella sua pluri-awarded "Ferrovia Sotterranea". Interessante  l'originale prospettiva da semi- outsider di Chimamanda

"Le assaggiatrici" di Rosella Postorino

Immagine
Il consiglio di oggi è "le assaggiatrici". Ve lo propongo innanzitutto perché è scritto molto, molto bene. Un'andatura elegante, pacata. Una caratterizzazione dei personaggi, maggiori e minori, ben armonizzata. Un plot ( intreccio narrativo) per ordire il quale l'autrice  gioca bene le sue carte, introducendo al momento giusto piccoli elementi di sorpresa che mantengono il lettore incollato alla pagina. Non voglio esagerare, ma la Postorino ha fatto un lavoro che ricorda, per precisione, quello della Szabò. Tutto ragionato, equilibrato alla perfezione a creare un risultato mai scontato o monocorde. Non dico che Rosa -la protagonista- sia sovrapponibile alla grandiosa Emerenc de "la porta", ma emana un profumo che ne rievoca fortemente il fascino. La Postorino non vi stupisce con effetti speciali  sicuramente, però, vi regala una gran bella prova di scrittura con una storia molto attrattiva. Ci augureremmo per questo romanzo un destino all'insegna de

"Le buone intenzioni" di Kate Tempest

Immagine
Oggi tocca al primo romanzo dell’inglese Kate Tempest . Non ho resistito, infatti, al proposito di archiviare “Le buone intenzioni” , tradotto per Frassinelli da Simona Vinci, senza esternare pubblicamente la mia delusione per un testo ben al di sotto delle aspettative.  Kate Esther Calvert (Tempest è il nome d’arte scelto in omaggio a Shakespeare) classe 1985,  una delle più promettenti poetesse, rapper, spoken word artist e, per finire, autrice teatrale della scena londinese odierna, si è imposta all’attenzione dei lettori italiani con “Let Them Eat Chaos”, poema “scritto per essere letto ad alta voce” pubblicato in Italia da e/o, con la traduzione di Riccardo Duranti. Mi aspettavo che “Le buone intenzioni” rivelasse lo stesso talento dei versi (la performance è reperibile su you tube), ne ho invece sofferto i troppi ed evidenti difetti, che hanno rallentato la lettura e, più di una volta, messo a rischio il proseguimento. Il romanzo riprende e amplia le tematiche di “ Let them ea

"Let them eat caos" di Kate Tempest

Immagine
Ci sono momenti della vita in cui bisogna lasciarsi andare. Arrivano chiamate inattese cui rispondere senza freni. Oggi ho incontrato Kate Tempest e, lasciando le altre letture da cui sono presa, l’ho seguita. Pomeriggio faticosissimo ma esaltante. I versi di questa poetessa sono una forza della natura. La sua Londra il paradigma di ogni nostra città di questo angolo occidentale di mondo. Le solitudini, le insonnie, i fremiti interiori, le urla di dolore dei sette protagonisti del poema parlano a ciascuno di noi, così come a ciascuno di noi è diretto l’urlo finale con cui Kate Tempest ci invita a “ woke up and love more” ( svegliarci e amare di più). Si, sono facile agli entusiasmi . Si, sono capace di spendere una giornata su un libro. Si, anche questo, o soprattutto questo mi tiene sveglia e magari mi fa amare di più. Provate a leggerlo, il libro, che ha la traduzione italiana a fronte. Provate a sentire la performance che si trova su You Tube Scrive Jovannotti nella prefa

"Fame" di Roxane Gay

Immagine
“Questa cosa che di un libro ne parlano tutti e quindi c’è da insospettirsi non l’ho mai capita, giuro”. (Tweet di Teresa Ciabatti). C’è spesso diffidenza, specie da parte dei lettori forti, verso i best seller e, più in generale, verso i libri sui quali più insistono le promozioni pubblicitarie. Abbiamo –noi sofferenti di tale disturbo- riguardo ad essi un preconcetto, originato dal timore di incappare in fuffa . Tuttavia, restiamo curiosi e umili e pur sempre lettori, quindi per bulimia non possiamo far a meno di nutrircene. Questo mese ho ceduto alle lusinghe del tam tam per ben due volte. Ho acquistato due titoli sulla bocca di tutti, entrambi editi da Einaudi : “Parlarne tra amici” di Sally Rooney e “Fame” di Roxane Gay. Del primo ne ho brevemente scritto qui https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10213854675513989&set=a.10202643435079985&type=3&theater . Del secondo ne parlo, naturalmente, adesso. Roxane Gay , nata il 28 Ottobre 1974, è una scrittrice ame

Viale dei misteri

Immagine
Ma davvero sono incinta? Non ci posso credere. No, cioè, ci devo credere. Stando a questa sottospecie di termometro digitale che mi trovo tra le mani, alle due cazzo di strisce colorate comparse nel riquadro, io aspetto un bambino. Gesù! Da quanto non ne aspettavo uno? Dall’ultima volta che ho avuto una figlia, a occhio e croce venti anni fa. Che cavolo dico? Straparlo. L’emozione, chiaro. Ma poi, non ero in menopausa? Sì, che sono in menopausa, Cazzo! E ora, che altro succede? Oddio, il treno sta partendo, si sono chiuse le porte. Il capotreno fischia. Ho dimenticato il kindle a casa. Mannaggia. -Amore? Amore! - Non posso urlare, c’è gente! Leggi il labiale, prova a capire dai gesti: guardami! Sto mimando un libro, lo riconosci? Faccio pure finta di girare le pagine. E questo è un no. Vedi? Pollice e indice messi ad angolo retto e torsione del polso. Dai, perché non afferri? Non si faceva così da piccoli per dire: - “Non c’è!”. Mi arrendo. Quando lo troverai a casa, s
Immagine
Ma davvero sono incinta? Non ci posso credere. No, cioè, ci devo credere. Stando a questa sottospecie di termometro digitale che mi trovo tra le mani, alle due cazzo di strisce colorate comparse nel riquadro, io aspetto un bambino. Gesù! Da quanto non ne aspettavo uno? Dall’ultima volta che ho avuto una figlia, a occhio e croce venti anni fa. Che cavolo dico? Straparlo. L’emozione, chiaro. Ma poi, non ero in menopausa? Si, che sono in menopausa, Cazzo! E ora, che altro succede? Oddio, il treno sta partendo, si sono chiuse le porte. Il capotreno fischia. Ho dimenticato il kindle a casa. Mannaggia. -Amore? Amore!- Non posso urlare, c’è gente! Leggi il labiale, prova a capire dai gesti: guardami! Sto mimando un libro, lo riconosci? Faccio pure la finta di girare le pagine. E questo è un no. Vedi? Pollice e indice messi ad angolo retto e torsione del polso. Dai, perché non afferri? Non si faceva così da piccoli per dire:- “Non c’è!”. Mi arrendo.   Quando lo troverai a casa, sul t