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Visualizzazione dei post da Giugno, 2016

SS Pietro e Paolo

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L’onomastico, alla fine degli anni sessanta, nel mio quartiere alla periferia di Napoli, assumeva i toni di una vera e propria festa di popolo. Soccavo era, in quegli anni, un borgo di campagna all’ombra della collina dei Camaldoli, abitato da gente umile , saldamente ancorata alle proprie tradizioni contadine. La rosa dei nomi di battesimo alla quale i miei compaesani solitamente attingevano, in  armonia con la loro semplicità, si limitava all’elenco degli apostoli ed evangelisti, con un’indubbia preferenza per i Santi considerati più familiari e nostrani. Tommaso e Simone o Matteo e Marco, ad esempio, suonavano quasi esotici, poco adatti al proprio modesto contesto , nomi, cioè, appropriati più per ricchi o intellettuali. I Soccavesi infatti prediligevano massimamente SS. Pietro e Paolo, cui era dedicata la parrocchia . Nel caso, tutt’altro che inconsueto, in cui i due Santi si fossero rivelati, in ragione della vena assai prolifica dei miei paesani, insufficienti alle esigenze ”nom

Futuro Interiore di Michela Murgia

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  Non ho mai fatto mistero della mia simpatia per   Michela Murgia . Tra i suoi romanzi preferisco -per uno scarto minimo- Accabadora  a  Chirù , sebbene sia la Murgia dei saggi che, in assoluto, prediligo . Non mi stancherò mai, infatti, di consigliare “ Ave Mary. E la chiesa inventò la donna ” del 2011, Einaudi edizioni, a chi voglia approfondire il ruolo femminile nella elaborazione della dottrina cristiana cattolica romana.  Aggiungo ora, alla lista di suggerimenti, l’ultimo suo libro: “ Futuro interiore ”, sempre per l’editore Einaudi. Uno dei dibattiti che tiene da sempre banco è quello relativo al ruolo sociale dell’intellettuale; se gli competa vivere da eremita, disertando ogni forma di partecipazione, in un empireo, oppure  mantenersi “schierato, partitico, fazioso”, correndo il rischio di essere dipendente o peggio ancora asservito” al potere,  o infine se debba essere “ engagè ”, assorbito totalmente dal proprio tempo ma eticamente libero, fedele unicamente alla propri

dal libro delle "incomprensibilità"

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Quando i genitori divenivano tali in un'età che oggi consideriamo quasi infantile, vale a dire verso i 25/30 anni,  le pubblicità dei pannolini per neonati erano affidate generalmente a  finti esperti in camice, i quali irrompevano  nelle  modeste sale da pranzo degli spettatori medi per c onvincerli, con esperimenti pseudo-scientifici, della bontà del prodotto. Oggi che si diventa madri e padri alla soglia dei 40 anni -ci avete fatto caso?- sullo schermo televisivo appaiono cartoni animati di cui sono protagonisti  coloratissimi angioletti che, squittendo gioiosamente, con un linguaggio che non risulterebbe convincente neppure per un bimbo dell'asilo, ci propongono il loro pannolino super assorbente direttamente dal paese di fantasilandia. Mi chiedo a chi si rivolga "il creativo pubblicitario?" Ai genitori o al bebè, il quale dalla culla è il vero titolare del potere d'acquisto genitoriale e piglia capriccio se non gli si comprano i panno

La battaglia contro il femminicidio e i meme sbagliati

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E’ da un po’ che compare sulla mia timeline la foto di sopra. Credo che si possa leggere come un tentativo -goffo e maldestro, ma spero fatto in buona fede- di sensibilizzare contro il Femminicidio. Ne gira di roba su fb. Spesso è difficile processarla con attenzione prima di “condividerla”.   Ancora più frequentemente la velocità del passaggio sulle nostre pagine è tale che il tempo speso a commentarla sarebbe sprecato: sarà fagocitata presto dal flusso di informazioni con buona pace di tutti. La foto in questione, però, mi ha turbato a tal punto che sento di avere l’obbligo morale di scriverne qualche parola a proposito, di insisterci sopra. “ Tua nonna ti ha dato TUA madre” “Tua madre ti ha dato la vita” “Tua suocera ti darà TUA moglie” Tua moglie ti darà i VOSTRI figli” Vuoi ancora un motivo per rispettare le donne?” Detto in sincerità un uomo non dovrebbe aver bisogno di discorsi motivazionali per fermare la propria mano omicida contro la persona che ama. Sappiamo t

Buon compleanno Marguerite

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Oggi, 8 giugno, nel giorno del suo compleanno, voglio ricordare Marguerite Yourcenar , al secolo Marguerite Cleenewerck de Crayencour (Bruxelles, 8 giugno 1903 – Mount Desert, 17 dicembre 1987), scrittrice francese, prima donna eletta alla Académie française (fonte Wikipedia). Sento l’esigenza di farlo perché la Yourcenar è il mio primo vero, grande, imperituro amore letterario. Prima di lei avevo letto tanto, ma tutte bazzecole. Poi, grazie alla Prof. di filosofia che ogni tre e quattro buttava nei suoi discorsi “L’opera al nero”, è avvenuto l’incontro che ha cambiato i miei gusti in fatto di letture. Impossibile riassumere in poche righe la vita, il genio, la profondità della scrittrice e della persona. Il mio intento è semplicemente di stimolarvi a leggerla. Come ho detto, feci la sua conoscenza -negli anni del liceo- tra pagine de “L’opera al nero”, da cui Zenon, il protagonista, con queste parole mi irretì: ” Le nostre idee, i nostri idoli, le nostre costumanze presuntament

" L'arte della gioia" di Goliarda Sapienza

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Non sono una che serba rancore, ma metto su certi bronci –quando sono contrariata- che a confronto i bimbi campioni di “muso lungo” sono dei dilettanti. Verso quanti hanno letto “L’arte della gioia” di Goliarda Sapienza , edito postumo nel 2008 da Einaudi, e non l’hanno consigliato con squilli di tromba a destra e a manca –si sappia- nutro del risentimento, per quanto passeggero. Era dai tempi dei “ I Vicerè” di De Roberto o del “Il resto di niente” di Striano, o ancora da “La Storia” della Morante  che non leggevo un romanzo così potente e intenso. Affermazione impegnativa, lo riconosco, ma quanti avranno la bontà di darmi credito  leggendo questo miracolo letterario non potranno che darmi ragione. "Ed eccovi me a quattro, cinque anni in uno spazio fangoso che trascino un pezzo di legno immenso. Non ci sono né alberi né case intorno, solo il sudore per lo sforzo di trascinare quel corpo duro e il bruciore acuto delle palme ferite dal legno. Affondo nel fango sino alle cavi

Ultime letture

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Tra “Lettera a D.” di A. Gorz ,  “La madonna dei mandarini” di A. Cilento e “Dalle rovine” di L. Funetta –dei quali ho già scritto - ho avuto altre avventure. Ho letto “ Mr. Peanut” di Adam Ross, “Omaggio alla Catalogna” di G. Orwell, “Maestro Utrecht” di Paolo Longo,  “Non è un mestiere per scrittori” di G. D’Antona e infine “Casa” di Marilynne Robinson. La premessa è sempre la solita: “quello che non strozza ingrassa ” , dunque aver letto un libro, anche se non ci lascia entusiasti è sempre meglio di non averlo letto. Sono una lettrice indipendente -lo ribadisco con ostinazione- il che tradotto significa comprarsi i libri di tasca propria   e  parlarne poi non come ne farebbe un critico, valutando cioè tutti gli elementi tecnici della scrittura, ne’ come un imbonitore, che deve vendere il prodotto, ma come un appassionato che esprime un giudizio di gradimento. L’editoria, industria malconcia ma vitale, sforna titoli su titoli ogni giorno. Più di quanti il più folle e appassionat

Taccuino turco (4 Parte)

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Se in Inghilterra i marchi più prestigiosi ed i negozi più raffinati si fregiano dell’approvazione della regina, a me bastava che negozianti e artigiani a cui mi rivolgevo possedessero le referenze delle consorelle. A rendermi circospetta non era tanto la preoccupazione di imbattermi in disonesti -ovunque nel mondo i malfattori restano, per fortuna, solo una piccola percentuale-  quanto l’ansia di finire nelle mani di persone prepotenti. I tuoi figli, Smirne, come molti popoli che hanno storie antiche e travagliate alle spalle, sono dotati di un grande acume. Sopravvissuti in ragione di tale virtù a dolori e   sofferenze     hanno sviluppato quella nobilissima predisposizione dell’animo alla comprensione e alla solidarietà che i latini chiamavano  piétas.  Hanno   un carattere   perspicace, aperto e tollerante. Tutti tendono ad occuparsi dei grattacapi altrui, per senso del dovere o per semplice curiosità. Grazie alla loro sagacia non hanno bisogno di molto tempo o parole per arriv