sabato 11 aprile 2026

E. L. Doctorow Homer & Langley. E che vi Devo dire? Questo non è un consiglio di lettura. Piuttosto si tratta dell' ennesima dichiarazione d'amore manifesta e spudorata verso Doctorow. Nell' ambito di un "commentario" su bacheca amica ( non riesco a ricostruire la faccenda con precisione, ma ricordo con chiarezza che ci sta di mezzo il prezioso Giuseppe Quaranta), si è accennato al romanzo "Homer & Langley". Doctorow è uno di quei romanzieri con la R più che maiuscola, eppure mi ero presa per strada un suo capolavoro. Ricordo bene la morte di Doctorow. L'appresi dai giornali mentre viaggiavo da Procida a Napoli alla fine delle vacanze estive. Avevo appena chiuso " la coscienza di Andrew". Una circostanza che fece riecheggiare più acutamente in me il dispiacere e la consapevolezza della immensa perdita. Homer & Langley è la storia sotto forma di epistola, narrata in prima persona da Homar -il fratello cieco- di due giovani rimasti orfani e poi prigionieri nella borghesissima casa di famiglia a New York . Non potrei mai rendervi a parole la grandezza del tocco di Doctorow. La Grande Mela è un trompe-l'oeil discreto ma di pregnante consistenza che evolve alle spalle dei protagonisti ( che maestro è Doctorow quando ha tra le mani New York!) mentre Homer ( lucidamente) e Langley ( preda della sua lucida sconnessione) scoloriscono via via nel corso degli anni, chiusi tra le pareti dell' avita casa di famiglia, vittime di quello che oggi si definisce "barbonaggio domestico". Un romanzo malinconico. Un romanzo che sedimenta con levità. Un romanzo bellissimo.

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