lunedì 4 maggio 2026
"La ragazzina" di Valeria Parrella
Dopo due testi diversi per struttura e portata sui femminismi, ugualmente importanti per aprire gli orizzonti su tali temi e togliere le ragnatele su alcune malferme idee personali che sono obbligata a rivedere ( Il cuore scoperto di Tuaillon e Giù le mani dal Femminismo di Serughetti-Guerra-Braidotti),
non resisto al richiamo di Parrella, in libreria da pochi giorni con "la ragazzina".
Qualche anno fa, in un mare campano, ebbi il privilegio di restare a mollo con lei e di chiacchierarci. Le avevo chiesto cosa stesse leggendo e lei aveva menzionato l' edizione Marsilio del processo a Giovanna D'arco curata da Teresa Cremisi.
In un certo senso, in fondo, quel giorno Parrella già mi parló della sua "ragazzina". E in un certo senso aspettavo da allora di farne personalmente la conoscenza.
Ora che sono 48 pagine che la "studio", me ne sono fatta un' idea.
1⁰: dopo due libri sul femminismo ( come già detto) non poteva mancare il terzo. La storia di Giovanna D'Arco, senza volerle attribuire sovrastrutture ideologiche che la pulzelle non aveva né immaginava, la leggo, mi piace leggerla, appunto come una storia di rotture di schemi culturali maschili e di resistenza femminile.
2⁰ Sto leggendo (contemporaneamente) "Cassandra" di Wolf. Percepisco un forte legame tra i due testi, tra le due storie di guerre vissute, patite, narrate entrambe da voci e prospettive femminili, di donne non comuni, attraversate, dominate, agite da forze divine. Dunque mi godo anche questa connessione.
3⁰ Per quanto riguarda la scrittura, ritrovo qui -con estremo piacere- una Valeria Parrella contemporaneamente consueta e completamente nuova. Consueta è la sua risolutezza, la sua "pulizia", la sua incisività. Nuova è la voce che presta, anzi no, esattamente il contrario, che si fa prestare da Giovanna, una ragazzina ingenua, eterea, visionaria. La scrittura di Parrella è fresca, fluida, sgorga effervescente dalle pagine e fa presa.
Questo "registro ragazzino" ma ficcante dichiara -se mai ce ne fosse bisogno- il talento e l' estro di una scrittrice capace di rinnovarsi rimanendo fedele a sé stessa.
P.S:
Qualche pomeriggio fa sono andata alla presentazione del libro a Napoli. Tutto molto bello, partecipato. Tutto impeccabile. Brava Cristina Donadio a cui sono state affidate le letture dei brani. Grande talento, indiscusse capacità attoriali. Eppure, la sua interpretazione ( e qua ci metto un gigantesco IMHO - SECONDO LA MIA MODESTISSIMA OPINIONE!) l'enfasi che ha dato al testo lo ha allontanato dalla costruzione letteraria di Parrella, la costruzione che colgo nella mia attuale solitaria lettura, dove mi si svela in maniera inequivocabile il perfetto equilibrio tra il fanciullesco, il popolare, il visionario e il realistico che danno forza, sostanza e plausibilità alla vicenda di Giovanna uscita dall' immaginario di Parrella.
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